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Piano di Azioni Positive PDF Stampa E-mail

E' in corso di elaborazione il nuovo Piano di Azioni Positive per il triennio 2008-2011.

 

Piano di Azioni Positive (2004-2008)

Il Comitato Pari Opportunità dell’Università di Padova, in conformità con il principio di uguaglianza e di pari opportunità tra uomini e donne sancito dalla Costituzione della Repubblica Italiana, in applicazione della legge 125/91, del decreto legislativo 196/2001, nonché dei decreti legislativi 151/2001 e 165/2001, in sintonia con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e con la Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri 7 marzo 1997 “Azioni volte a promuovere l’attribuzione di poteri e responsabilità alle donne, a riconoscere e garantire libertà di scelta e qualità sociale a donne e uomini”, in aderenza con il Protocollo d’Intesa fra il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane,

propone

un Piano di Azioni Positive per il triennio 2004-2006 volto ad individuare le disparità di trattamento effettivamente esistenti nell’Università di Padova, a riconoscere le cause di tali disuguaglianze e a rimuovere i fattori che le determinano.

Il piano individua le donne come soggetti a cui rivolgere azioni di sostegno e di promozione, le donne e gli uomini come soggetti di programmi di formazione e di intervento indirizzati al superamento delle cause profonde delle disuguaglianze e delle discriminazioni.

Rendere il Tempo Lavoro e Studio un tempo amico

Rendere l’Ambiente Lavoro e Studio un luogo

in cui le donne e gli uomini si sentano a proprio agio

Il piano si ispira a linee guida orientate ai seguenti obiettivi:

  1. superamento delle situazioni di disagio e di discriminazione nell’ambiente di lavoro
  2. conciliazione tra tempo di lavoro e tempo della cura
  3. servizi educativi
  4. attività volte ad approfondire la cultura di genere e a migliorare la qualità della vita
  5. attività di e per studentesse e studenti
  6. Coordinamento Nazionale dei Comitati Pari Opportunità
Linea guida 1.

Superamento delle situazioni di disagio e di discriminazione nell’ambiente di lavoro
1.1 Progetto Osservatorio

Disporre di un quadro conoscitivo adeguato sulla distribuzione per genere delle risorse e delle opportunità all’interno dell’Università è condizione indispensabile per lo svolgimento di ogni attività di promozione delle pari opportunità. A tal fine, il Comitato ritiene essenziale avviare un monitoraggio sistematico sulle condizioni di lavoro del personale tecnico-amministrativo e docente dell’Università e sulla qualità della vita universitaria degli/delle studenti/esse di cittadinanza italiana e straniera. Ciò comporta la raccolta e l’analisi, in collaborazione con i diversi uffici competenti dell’ateneo, di una serie di dati e statistiche disaggregati secondo il sesso, riguardanti molteplici aspetti della realtà universitaria.

Oltre all’acquisizione e all’aggiornamento periodico di tale base informativa, se ritenuto opportuno verranno svolte indagini mirate volte ad approfondire problematiche o aspetti specifici secondo la dimensione di genere, onde poter formulare proposte di soluzione o interventi volti a riequilibrare eventuali situazioni di svantaggio.

1.2 Progetto Disagio Lavorativo
1.2.1 Ascolto

Il programma di ascolto, supporto ed intervento avviato nel precedente triennio presso la sede del C.P.O. nei confronti dei disagi morali sempre più frequenti nel nostro ambiente di lavoro, dovrà essere potenziato e perfezionato con iniziative formative rivolte alle stesse componenti del Comitato, da estendere eventualmente ad altro personale dell’ateneo, utilizzando risorse reperibili sia all’interno che all’esterno dell’ Università.

1.2.2 Counselling

Il Comitato propone l’utilizzo di tecniche di counselling come percorso di ricerca di strade nuove, di equilibri più accettabili, di vie d’uscita che valorizzino le risorse specifiche di genere per la trasformazione nonviolenta dei conflitti. In una prima fase, saranno organizzati seminari e corsi invitando esperti e counsellor.

1.2.3 Tutela

Il Comitato intende chiedere l’applicazione del Codice di Condotta di recente approvazione nel caso di discriminazioni, di molestie sessuali o morali e coadiuvare la/il Consigliera/re di fiducia al fine di promuovere un clima di pari dignità e libertà per donne e uomini all’interno dell’Ateneo.

1.3 Progetto Percorsi di Carriera/Valutazione

Il decreto legislativo 196/2000, art. 7, al comma 5 recita: “in occasione tanto di assunzioni quanto di promozioni, a fronte di analoga qualificazione e preparazione professionale tra candidati di sesso diverso, l’eventuale scelta del candidato di sesso maschile è accompagnata da un’esplicita ed adeguata motivazione”.

Si chiede che l’Ateneo adotti tale procedura sia per la componente docente che per quella tecnico-amministrativa. Coloro che si occuperanno della valutazione (ricerca, didattica, personale-tecnico amministrativo) dovranno tenere conto degli squilibri di genere nei diversi ambiti, valutare i prodotti scientifici anche in relazione alla disponibilità di fondi e collaboratori ed essere opportunamente formati ad una gestione delle risorse che tenga conto della differenza di genere.

1.4 Progetto Formazione

La legge 165/2001 prevede che le amministrazioni garantiscano la partecipazione delle proprie dipendenti ai corsi di formazione e di aggiornamento professionale in misura proporzionale alla loro presenza nelle amministrazioni interessate ai corsi medesimi, “adottando modalità organizzative atte a favorirne la partecipazione, consentendo la conciliazione fra vita professionale e vita familiare”. Si chiede agli organi di governo e di gestione dell’Ateneo di recepire tale norma nel regolamento sui crediti formativi.

Si propone di sviluppare percorsi di formazione del personale tecnico amministrativo e docente rispetto alle possibilità offerte dalla legge per la tutela e il diritto ai congedi per maternità e paternità prima e alla cura parentale poi (legge 8 marzo 2000, n. 53, etc.), nonché sulle forme di appoggio e sostegno offerte dall’Università di Padova e dal territorio, con una particolare attenzione alla valorizzazione del ruolo di una paternità consapevole e partecipe, vissuta come diritto-dovere e come forma di suddivisione dei carichi familiari tradizionalmente attribuiti alle donne.

Inoltre, nell’ambito di un programma di reinserimento del personale che abbia usufruito di lunghi congedi parentali e che rientri in servizio dopo mesi di assenza, si propone l’organizzazione di corsi di aggiornamento con l’obbiettivo di informare tale personale su regolamenti, nuove procedure ed innovazioni intervenute nel suddetto periodo di assenza.

1.5 Progetto Donne & Scienza

Il Gruppo Donne & Scienza ha come obiettivo specifico la promozione della partecipazione delle donne alla ricerca scientifica e alla Scienza

Il Gruppo Donne & Scienza intende ricercare risposte ad alcune questioni aperte.

In particolare, intende analizzare se un aumento delle quote sia sufficiente per promuovere il progresso delle Pari Opportunità nella ricerca e nella Scienza o se sia necessario introdurre nuovi criteri di valutazione/promozione; se sia opportuno adottare nuovi approcci che valorizzino la capacità di intuizione specifica delle donne o- ancora- se sia il caso di ricercare orizzonti differenti rispetto al pensiero scientifico dominante.

Azioni Positive:

  • monitorare il progresso delle Pari Opportunità a livello europeo ed italiano in ambito scientifico;
  • costituire un osservatorio sull’accesso alla carriera universitaria;
  • realizzare un’indagine/segnalazione su concorsi riservati a donne (ad esempio dottorati, borse di studio, ecc);
  • promuovere tesi di laurea e stage;
  • favorire l’interdisciplinarietà;
  • estendere a tutte le facoltà l’inchiesta iniziata nel 2003 tra le studentesse e gli studenti di astronomia e di fisica sul tema: “Cosa ne sapete di Parità e di Pari Opportunità?”;
  • promuovere azioni di sensibilizzazione e di divulgazione presso le studentesse e gli studenti delle scuole superiori;
  • ricostruire storicamente biografie di scienziate;

Tutto questo con il supporto di seminari, incontri, gruppi di studio, laboratori, letture teatrali e convegni.

1.6 Progetto Piattaforma di Genere

Il Comitato ritiene opportuno impegnarsi nella contrattazione integrativa per il personale universitario su tematiche rilevanti in un’ottica di genere riguardanti la flessibilità dell’orario, il telelavoro, le molestie morali e sessuali, la formazione, la prevenzione sanitaria, la sicurezza e la salute sul lavoro, i servizi educativi, la politica dei trasporti e altri punti del Piano di Azioni Positive del CPO.

Linea guida 2.

Conciliazione tra tempo di lavoro e tempo di cura
2.1 Progetto Flessibiltà/Telelavoro

Il Comitato intende sostenere richieste di una maggiore flessibilità delle condizioni di lavoro, specie in materia di orari, da parte delle/dei dipendenti con carichi di responsabilità familiari particolarmente gravosi (figli piccoli, familiari malati/non autosufficienti), e vigilare affinché non si determinino effetti di segregazione o comunque di penalizzazione delle carriere lavorative. In tale prospettiva il Comitato ritiene utile integrare le modalità di orario (continuato ed altre) con il ricorso, anche temporaneo, al part-time o ad altre forme di orario atipico - con garanzie per il rientro nel modulo full-time e di progressione di carriera - nonché la sperimentazione del telelavoro.

In sintonia con gli orientamenti espressi dal Coordinamento dei Comitati Pari Opportunità delle Università italiane e delle esperienze già avviate nelle Università di Verona, Genova e Pisa, propone un avvio di sperimentazione del telelavoro come azione positiva, con l’obiettivo del mantenimento dell’occupazione a tempo pieno e dell’intera retribuzione da parte dei soggetti (uomini e donne) che usufruiscono di congedi parentali o che abbiano richiesto il part-time per esigenze legate al lavoro di cura (ad esempio nei periodi di chiusura degli asili e delle scuole o in caso di malattia dei figli), oppure in situazioni di disabilità, di lontananza dell’abitazione dal luogo di lavoro, di grave carico di cura familiare o in altre situazioni di disagio.

A tal fine sollecita l’Amministrazione alla costituzione di un gruppo di lavoro per lo studio di fattibilità del progetto (art. 52 Contratto integrativo di lavoro 1998/2001) per il quale potrà essere presentata domanda di finanziamento ai sensi della L.125/91.

2.2 Progetto Babysitter a domicilio

In situazioni di urgenza dovute a malattia dei figli o chiusura improvvisa delle strutture ospitanti normalmente i bambini, si richiede l’istituzione di un servizio di babysitter a domicilio. Tale servizio, rivolto al personale docente e tecnico-amministrativo dell’Università, ha lo scopo di:

  • favorire la faticosa conciliazione tra impegno professionale e lavoro di cura
  • favorire opportunità di lavoro per giovani studentesse/i di corsi di studio attinenti le professionalità richieste (lista studenti).
Linea guida 3.

Servizi educativi

La legge 10/04/1991 n. 125 all’art. 1, comma 2, punto a) individua lo scopo dell’azione positiva nell’“eliminare le disparità di fatto di cui le donne sono oggetto nella formazione scolastica e professionale, nell’accesso al lavoro, nella progressione di carriera, nella vita lavorativa e nei periodi di mobilità”, e al punto e) pone l’accento sull’opportunità di “favorire, anche mediante una diversa organizzazione del lavoro, delle condizioni e del tempo di lavoro, l’equilibrio tra responsabilità familiari e professionali e una migliore ripartizione di tali responsabilità fra i due sessi”.

In conformità alla legge, per tutelare e appoggiare scelte importanti come la maternità e rendere meno gravosa la conciliazione di impegni familiari e lavorativi, il Comitato intende promuovere una serie di azioni positive per sostenere le pari opportunità nelle politiche dell’occupazione favorendo l’attivazione di servizi per l’infanzia - asilo nido, scuole materne, scuole elementari, centri estivi ed escursioni, babysitter a domicilio, doposcuola, ludoteca - su modelli avanzati europei tali da soddisfare le esigenze dei lavoratori, delle lavoratrici e dei loro bambini.

Per il triennio 2004–2006 il Comitato propone, come azione positiva da parte dell’Università di Padova, l’estensione di tutti i servizi educativo-ricreativi – disciplinati per i tecnici, gli amministrativi e i collaboratori esperti linguistici da apposito regolamento – al personale docente e ad altre categorie afferenti a vario titolo all’Università, quali gli specializzandi, i dottorandi, i borsisti e gli assegnisti, qualora non dipendenti da altri enti pubblici o privati.

3.1 Asilo Nido – età 3 mesi/36 mesi (micro nidi, convenzioni)

Tenendo conto delle difficoltà che si incontrano per ottenere un posto al nido, del fatto che, a fronte di rette di asili nido pubblici e privati spesso elevate, non sussistono garanzie di prestazioni sufficienti al benessere psicofisico dei bambini per carenze strutturali o di personale, nonché dei problemi legati alla viabilità e al traffico che aumentano i tempi di raggiungimento delle strutture, si ritiene necessario appoggiare l’apertura di micro nidi aziendali, collocati cioè all’interno delle strutture.

Per ogni utente che utilizzi invece strutture pubbliche o private preesistenti, si propone che l’Università contribuisca alla copertura della spesa sulla base di una convenzione stipulata tra l’Ateneo e gli enti di gestione.

Tale contributo dovrebbe, in linea di massima, essere calibrato in base all’importo reale della retta versata dall’utente ed essere riservato al personale tecnico amministrativo, docente e categorie afferenti a vario titolo all’Università (specializzandi, dottorandi, borsisti e assegnisti) che abbiano una situazione economica equivalente (certificata mediante l’indicatore I.S.E.E.) non superiore ai 28.000 Euro.

Su indicazione del Comitato Pari Opportunità, l’Ateneo estende anche ai figli (fino a 3 anni di età) di tutti gli appartenenti alle categorie afferenti a vario titolo all’Università l’accesso a strutture per la prima infanzia che presentano requisiti specifici, sono ubicati nelle vicinanze degli istituti universitari e, a fronte di un contributo dell’Ateneo, sono disponibili a mettere a disposizione dei posti a retta agevolata. Si tratta di enti che hanno con l’Università uno specifico rapporto: sono infatti pronti ad intraprendere con la consulenza di docenti universitari un percorso di aggiornamento e rinnovamento della metodologia educativa, che conduca all’adozione di tecniche pedagogiche avanzate. Il progetto educativo, elaborato dall’Università insieme agli enti, è il più possibile aderente alle esigenze dei genitori che vengono consultati sulle scelte pedagogiche. L’Università può inoltre proporre corsi di formazione al personale della struttura educativa, perché attui con competenza le innovazioni desiderate, e svolgere ricerche scientifiche.

3.2 Scuola dell’infanzia (3-6 anni)

Partendo dal presupposto che la disponibilità di scuole dell’infanzia sul territorio è più ampia rispetto ai nidi e la spesa è più contenuta, si ritiene comunque opportuno che l’Università concorra alla copertura della spesa stessa con un contributo di 250 euro per ciascun posto.

Il servizio è previsto per il personale tecnico amministrativo, docente e per le categorie afferenti a vario titolo all’Università (specializzandi, dottorandi, borsisti e assegnisti) che abbiano una situazione economica equivalente (certificata mediante l’indicatore I.S.E.E.) non superiore ai 28.000 euro.

3.3 Scuola elementare

Si ritiene opportuno estendere il contributo di 250 euro, con le stesse modalità previste per la scuola materna, anche ai bambini che frequentano la scuola elementare a tempo lungo/pieno con servizio di refezione scolastica a pagamento, come sostegno ai genitori che adottano questo tipo di soluzione alternativa al tempo normale.

3.6 Centri estivi, Soggiorni di Vacanza e Campi estivi (1–17 anni)

Il servizio, già inserito quale azione positiva nel piano del triennio 2001-2003, vuole favorire la conciliazione delle esigenze familiari con quelle lavorative, agevolando i genitori nello svolgimento delle attività di competenza presso le strutture dell’Università degli Studi di Padova nel periodo estivo, ed è rivolto già da alcuni anni a tutto il personale dell’Università, nonché a dottorandi, specializzandi, borsisti e assegnisti, per i quali si ritiene opportuno vengano estese le stesse cifre e modalità di erogazione destinate ai dipendenti.

3.7 Ludoteca e spazi non inquinati

I bambini vivono in spazi troppo ristretti per le loro esigenze naturali di movimento, vivono immersi nella scansione accelerata e spesso ansiosa del tempo degli adulti, abituati all’individualismo e alla competizione.

I pochi spazi aperti della città a loro disposizione (strade, piazze, parchi pubblici) sono insicuri e inquinati e quelli all’interno (le rarissime ludoteche, i moltissimi baby club) sono spesso inadeguati e gestiti da personale non sufficientemente qualificato e testato.

Azioni positive:

  • aprire un centro ludico-ricreativo come spazio di gioco e di creatività sicuro e liberato dall’inquinamento, dove sia possibile ai minori esprimersi e socializzare liberamente;
  • promuovere un programma di cooperazione con le scuole per evidenziare le nuove necessità e i nuovi disagi dei minori e trovare in sinergia le risposte.
Linea guida 4.

Attività volte ad approfondire la cultura di genere e a migliorare la qualità della vita
4.1 Progetto Corpo & Salute

Le autorità sanitarie italiane adottano molto raramente un’ottica di genere. Nel Piano Sanitario Nazionale vi sono pochi riferimenti allo stato generale di salute delle donne ed alle particolari patologie da cui sono affette in conseguenza degli stili di vita e delle maggiori speranze di sopravvivenza rispetto agli uomini. Anche nelle ricerche

biomediche non si dispone spesso di dati disaggregati per sesso. Non viene quasi mai esercitata un’azione di identificazione, prevenzione e controllo dei fattori di rischio che riguardano la salute nelle diverse fasi di vita e, in particolare, nell’adolescenza e nella menopausa, con riferimento a particolari patologie e soprattutto alla salute mentale (depressione, ecc.).

Un altro problema è quello relativo agli studi clinici dei nuovi farmaci: infatti, benché le maggiori consumatrici siano proprio le donne (sino al 20-30% in più), le dosi sono calibrate su un maschio di circa 70 Kg di peso. Sono in corso studi che prevedono terapie pensate a misura delle donne, soprattutto in base al peso, al periodo, all’uso di anticoncezionali.

Esiste un problema generale di formazione degli operatori socio-sanitari rispetto alla salute della donna, cui l’Università italiana stenta a confrontarsi. Manca la consapevolezza dell’importanza di investire sulle donne quali vettori fondamentali per la promozione della salute dell’insieme della società.

In Italia persiste la tendenza a trattare la maternità come una malattia, con la crescente medicalizzazione e disumanizzazione del parto ed aumento dei parti cesarei. Molto carente è l’assistenza post partum.

Per quanto riguarda le patologie specificatamente femminili si sottolinea l’importanza dell’incidenza delle grandi patologie (tumori, malattie cardiovascolari, diabete etc. ) e la mortalità da tumore della mammella e della cervice dell’utero.

Azioni positive:

  • prosecuzione del Ciclo di Conferenze circa le patologie specificatamente femminili;
  • screening mammografico: progetto per il personale universitario e le studentesse con familiarità;
  • incontro riflessione dibattito sul tema della Procreazione Assistita;
  • corsi anti-mobbing, anti-stress e per la cura di sé con tecniche varie (ad esempio Tai Chi);
  • indagini conoscitive ed incontri divulgativi su temi fortemente sentiti dalle studentesse.
4.2 Progetto Ruoli & Stereotipi

Non solo pari opportunità, anche una nuova identità. Ha scritto Linda Austin in “What’s Holding You Back” (Che cosa ti frena): “…..accanto al soffitto di vetro tradizionale ce n’è un altro, più sottile ma non meno resistente. E’ il soffitto di vetro psicologico, il frutto di un’identità femminile che si è strutturata nei secoli per corrispondere ai canoni e ai modelli richiesti alle donne”. Per uscire dall’impasse, Austin suggerisce di separare la propria immagine e i comportamenti dagli stereotipi femminili offerti dalla società.

Non è sufficiente cambiare il pensiero femminile, occorre che cambi anche quello maschile, perché ciò avvenga è necessaria una riflessione anche sull’ordine simbolico di genere.

Azioni positive:

  • Seminario di studio su ruoli & stereotipi in una prospettiva interdisciplinare in vista di una indagine conoscitiva all’interno dell’Università;
  • Programmazione di un ciclo di film sul ruolo e l’immagine della donna con modalità di cineforum sia per il personale universitario che per le studentesse e gli studenti, con la presenza di esperti;
  • Realizzazione di un laboratorio teatrale, programmazione di concerti ed eventi culturali con l’obiettivo di costruire un linguaggio diverso, per il superamento di ruoli & stereotipi riguardanti il posto della donna nella società.
4.3 Progetto Donne & Pace

La violenza domina ancora la vita di moltissime donne in tutto il mondo, anche laddove viene sbandierata la parità dei diritti dei cittadini e delle cittadine. La violenza delle guerre, le cui vittime sono per il 90% civili, colpisce più di tutti le donne.

In un tempo agito da guerre, da conflitti e dal terrorismo è fondamentale favorire, promuovere e sviluppare una cultura di pace per costruire modelli di società dove a tutte le differenze sia possibile esistere.

Azioni positive:

  • incontri con donne provenienti dai luoghi difficili;
  • promozione di scambi per studentesse e studenti di paesi in particolari situazioni socio-economiche o in situazioni di conflitto;
  • iniziative che promuovano una cultura di pace a vari livelli.
4.4 Progetto Donne & Femminismi

L’eredità del femminismo è uno strumento fondamentale per leggere il presente e per confrontare pratiche di ieri e prospettive di oggi.

Azioni positive:

  • ricostruire i percorsi, gli intrecci, le forme diverse assunte dal femminismo nel Veneto, in particolare a Padova dagli anni Settanta fino ai giorni nostri, attraverso la raccolta di materiale documentale (volantini, libri, opuscoli, documenti, manifesti, ecc) al fine di costituire un archivio completo affidandosi alle voci e alle testimonianze nonché promovendo tesi di laurea e stage.
4.5 Corso F.S.E. sulle pari opportunità

Il corso, attivato per la prima volta nell’a.a. 2002/03 su iniziativa del Comitato Pari Opportunità che ne ha curato anche l’organizzazione, è frutto di un progetto finanziato dal Fondo Sociale europeo. Esso intende promuovere la conoscenza delle tematiche relative alla parità di opportunità tra donne e uomini e delle iniziative, a livello nazionale ed europeo, tese all’ eliminazione della discriminazione di genere e alla conciliazione tra vita personale e vita professionale. In particolare, vengono affrontati i principi e le politiche di pari opportunità, le disposizioni relative ai divieti di discriminazione diretta e indiretta, le misure di protezione della dignità delle donne e degli uomini sul lavoro, la normativa che agevola la conciliazione tra vita personale e vita professionale quale attuazione del principio costituzionale sull’uguaglianza sostanziale.

Si tratta di un’offerta didattica trasversale dal punto di vista disciplinare: è un modulo didattico interfacoltà riconosciuto per 4 crediti rivolto, come principali destinatarie, alle studentesse di tutte le facoltà dell’Ateneo di Padova.

Il rifinanziamento del corso per il terzo anno consecutivo da parte del F.S.E. rappresenta un significativo riconoscimento dell’attività svolta e conferma la validità di un progetto che il Comitato intende portare avanti anche nei prossimi anni.

Vi è infatti un forte interesse da parte delle studentesse e degli studenti di tutte le Facoltà per i temi trattati e viene sottolineata l'importanza di continuare a fare formazione sulle Pari Opportunità in un ambito interdisciplinare soprattutto durante i corsi di laurea di primo livello.

Si ritiene inoltre utile studiare percorsi formativi di approfondimento sulle Pari Opportunità e più in generale sugli Studi di Genere, di cui il nostro Ateneo risulta all'oggi carente.

4.6 Progetto Comunicazione

Si ritiene utile potenziare il servizio di news per informare sulle novità; curare sul sito web una rassegna stampa periodica di quanto pubblicato in ambito nazionale dalle più importanti testate giornalistiche; rendere visibili le pubblicazioni consultabili presso la sede del comitato, attraverso la creazione di un catalogo cartaceo o on-line.

Il Comitato ha avuto modo di verificare l'efficacia di Internet per promuovere azioni positive, pubblicizzare le proprie iniziative ed entrare in contatto con le diverse componenti dell'Università. Il sito web del CPO si configura come uno dei principali strumenti informativi del Comitato e necessita di continui aggiornamenti e ampliamenti affinchè risulti sempre più completo e fruibile. Sarà inoltre cura del Comitato informare stampa e media delle proprie iniziative.

Linea Guida 5

Attività di e per studentesse e studenti
5.1 Progetto Formazione formatori

Il Comitato ritiene necessario avviare rapporti di collaborazione con quelle Facoltà nelle quali siano presenti corsi per futuri formatori affinché possano essere sviluppate competenze relative alle questioni di genere, agli women's studies e all'orientamento sessuale. All'interno di questo progetto si vuole inserire inoltre l'avviamento di corsi di aggiornamento per professionisti della formazione.

5.2 Progetto Tesi

Il Comitato vuole sostenere studentesse e studenti dell'Ateneo che nella loro tesi di laurea o nel loro lavoro di ricerca abbiano valorizzato la dimensione di genere o trattato argomenti relativi alle Pari Opportunità. Questo può avvenire attraverso la pubblicazione e la pubblicizzazione di questi studi in diverse forme.

5.3 Progetto Stage

L’obiettivo è quello di promuovere l’attivazione di progetti di tirocinio formativo sul tema delle pari opportunità e le problematiche di genere nelle professioni e dentro le organizzazioni, da svolgere presso i comitati Pari Opportunità di enti pubblici e privati, presso le commissioni Pari Opportunità territoriali, presso associazioni di categoria e sindacati nonché presso centri studi e istituti di ricerca.

5.4 Progetto disagio personale

La nuova riforma universitaria del 3+2 ha notevolmente acuito le difficoltà e il disagio personale degli/delle studenti/esse. Si intende ‘monitorare’ attraverso

un’inchiesta la condizione psicologica degli/delle studenti/esse dell'Ateneo di Padova analizzandone i bisogni, le problematiche e le aspettative più diffuse. Si prevede la realizzazione di un ciclo di conferenze volte a stimolare la lettura e il confronto sui risultati ottenuti. Sulla base delle indicazioni emerse, il Comitato intende promuovere una collaborazione interattiva con il servizio di prevenzione e di assistenza psicologica per le studentesse e gli studenti con problemi d'ansia e difficoltà emotive di varia natura ed entità.

5.5 Progetto Studenti con Figli STU.FI

Il Comitato Pari Opportunità, in risposta a specifiche richieste da parte di studentesse e studenti genitori dell’ateneo, intende attuare azioni positive a loro sostegno. Nel precedente triennio e’ stato realizzata un’indagine dei bisogni delle madri e dei padri che studiano nel nostro Ateneo. Risulta ora necessario il lavoro di analisi dei risultati ottenuti e di elaborazione di azioni positive al fine di venire incontro concretamente alle esigenze delle studentesse e degli studenti genitori, oltre al proseguimento della raccolta e analisi di dati con studi relativi a situazioni specifiche.

5.6 Autodifesa

Visto il successo del Corso di autodifesa personale sperimentale organizzato dal precedente Comitato per le studentesse dell’Ateneo, in collaborazione con un medico psicoterapeuta e un’insegnante di Judo, si ritiene opportuno ripetere l’esperienza, allargandola nel contempo al personale tecnico-amministrativo e docente.

Sarà necessario predisporre un questionario col quale valutare il reale interesse e la potenziale adesione ai nuovi corsi, con riguardo anche alla situazione delle sedi decentrate.

5.7 Progetto laboratorio teatrale

Il Comitato intende istituire un laboratorio teatrale per realizzare performance sul tema dei diritti (negati) delle donne. Esso sarà curato e sviluppato da studentesse e studenti dell'Ateneo a partire da riflessioni ed elaborazioni sul tema e da seminari di approfondimento teatrale.

5.8 Conferenze

Il comitato propone la collaborazione con alcuni docenti per la programmazione di incontri e conferenze all'interno del proprio orario di lezione allo scopo di aiutare le studentesse e gli studenti a familiarizzare con le pari opportunità e/o offrire ai frequentanti una possibile lettura di genere degli argomenti trattati. Le conferenze sono pensate come interventi tenuti da specialisti del settore sulla parità, su tematiche di genere e su argomenti di attualità.

5.9 Segnalibro & Gadget

Con il progetto Segnalibro & Gadget, il Comitato intende diffondere i propri scopi ed attività a tutte le studentesse e gli studenti dell'Ateneo. In particolare è importante pubblicizzare le attività della componente studentesca del Comitato e favorire le occasioni che permettano alle studentesse e agli studenti di far emergere i problemi di disparità all'interno dell'Ateneo.

Linea 6.

Coordinamento Nazionale dei Comitati Pari Opportunità

Il Comitato Pari Opportunità dell’Università di Padova, tra i soci fondatori del Coordinamento Nazionale dei comitati pari opportunità delle università italiane costituitosi a Genova nel 1998, intende continuare ad impegnarsi per favorire lo sviluppo e il consolidamento di una rete estesa a tutte le università italiane.

Oltre a costituire un punto di riferimento essenziale per lo scambio di informazioni, programmi e proposte di interventi, il Coordinamento costruisce azioni positive da realizzare a livello nazionale e funge da collegamento tra i diversi CPO delle Università italiane, i Ministeri e gli Organismi di promozione della parità, nazionali ed europei.

Le linee di azione del Coordinamento nazionale sono contenute nel “Progetto nazionale di azioni Positive. Consolidamento della rete dei Comitati Pari Opportunità delle Università: azioni di sistema per la valorizzazione delle competenze femminili e il rafforzamento delle politiche di parità”. Nel corso degli anni, grazie a un grande lavoro collettivo, è stato elaborato un Regolamento unico nazionale (Linee guida per il regolamento dei Comitati Pari Opportunità delle Università Italiane), approvato a Roma il 21 giugno 2003.

Tra gli obiettivi a breve termine vi è la ricerca di modalità di finanziamento della rete dei comitati che non gravino sui singoli atenei.

Ultimo aggiornamento ( Tuesday 18 November 2008 )
 
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